Casa Cinzano
RISTORANTE “MUSCATEL”
Il ristorante “Muscatel” è uno degli edifici più antichi della frazione Cinzano.
Nasce come casa di
caccia di casa Savoia. La tradizione vuole che il
primo, assiduo, cliente sia stato re Carlo Alberto che qui, sfuggendo i
grigiori della reggia torinese, era solito invitare gli amici, per
ritrovare quella pace che gli affari di stato gli impedivano. Un
bicchiere di Barolo che la marchesa Giulia Colbert Faletti di Barolo gli
faceva giungere dalle sue terre d’oltre Tanaro, un fagiano farcito con
cipolline e funghetti (secondo una ricetta antichissima) e le
preoccupazioni reali svanivano nel nulla.
Nel 1893 il “Muscatel” (il cui nome deriva dai vigneti rigogliosi di moscato della zona), la fattoria e i terreni della Real Tenuta passano ai Cinzano.
Questi affidano l’allora semplice locanda a persone di fiducia: la famiglia Curato la conduce dal 1900 al 1916, quando emigra in Australia; da quella data al 1922 sono “Flip” e Teresa Appendino a gestirla.
Arriva
il turno di Stefano e Modesta Anomale: è il periodo in cui nelle sale
della locanda si danno convegno, nei giorni feriali, i corrieri in
viaggio tra Cuneo e le Langhe e, in quelli festivi, i commercianti e le
famiglie “bene” della zona che, in calesse o sulle sbuffanti “tre marce”
lasciano le proprie case per far onore ai piatti di Stefano e Modesta.
Fin dagli anni ’30 il “Muscatel” funziona anche come mensa per gli operai della Cinzano: la nuora di Stefano e Modesta, Rosina Anomale, ricorda che il costo del pasto era di 50 centesimi per un piatto di minestrone o di “tajarin” e di una lira, se comprendeva anche il secondo.
Prima del finire della seconda guerra mondiale gli Anomale lasciano il posto ad altri: i Bianco, i Battaglio, i Cogno.
Successivamente la
Cinzano, volendo valorizzare l’attività che
indirettamente serve a pubblicizzare anche i suoi prodotti, ristruttura
e cura direttamente la gestione affidandola a personale manageriale
proprio.
Dal 1960, sotto la guida di Luigi Giusti, funzionario della Cinzano, il “Muscatel” assume un’immagine prestigiosa: il ristorante, che funziona anche come albergo, diventa protagonista ed animatore di avvenimenti sociali, artistici e sportivi. Le sue sale ospitano mostre d’arte qualificate, concorsi nazionali di pittura, convegni culturali. Il salone diventa palestra di pugilato (viene allestito un vero e proprio ring) per Nino Benvenuti, campione del mondo che in quel periodo è sponsorizzato dalla Cinzano.
Vi si tiene il campionato nazionale di biliardo, i giocatori del Torino, della Juventus e della nazionale italiana sono di casa.
In tempi più recenti si alternano diversi gestori fino al 1986, quando dopo quasi cent’anni la Cinzano vende la proprietà del “Muscatel”.
